jarmusch

Nel suo ultimo film Jim Jarmusch ci racconta la storia di un uomo (Isaach De Bankolé, già interprete in Coffee and Cigarettes) che affronta un viaggio in una Spagna sempre più rurale, per compiere una missione. Ma ciò che è interessante e inusuale rispetto al cinema mainstream, d’altra parte è la norma per Jarmusch non essere convenzionale, è una trama molto esile, apparentemente priva di un senso che potrebbe far pensare ad un cortometraggio stirato ad un paio d’ore. In realtà il senso del film è proprio quello, una storia semplice solo nelle apparenze, come la missione affidata al protagonista, un sicario il cui lavoro è semplice solo se si è dei veri professionisti e si seguono diligentemente le regole. E da questo punto di vista la trama ricorda vagamente Ghost Dog. E così il protagonista dallo sguardo impassibile e impenetrabile come un Clint Eastwood africano, ogni mattina esegue i suoi esercizi, ad ogni appuntamento ordina due tazzine di espresso per rendersi riconoscibile agli occhi di chi lo dovrà contattare che con ironia ogni volta gli chiede se conosca lo spagnolo, scambiandosi scatolette colorate di fiammiferi contenenti le coordinate del successivo incontro. Note che l’uomo fa subito sparire inghiottendole. Nei suoi incontri ritroviamo Luis Tosar, John Hurt, Tilda Swinton che cita “La signora di Shangai” di Orson Welles e Gael Garcìa Bernal. Mentre la seducente Paz de la Huerta si presenta nuda nell’hotel in cui alberga il sicario che rifiuta la sua offerta di fare sesso, mai mentre lavora.

Una volta svolto la sua missione i dettagli devono essere curati come tutta la fase di preparazione per riuscire a tornare nell’anonimato come un vero professionista. Ed sono questi i limiti del controllo, bisogna avere parecchio controllo di sé per portare a termine una missione del genere, e a Jarmusch interessa soprattutto  tutta l’attesa più che il compimento che si svolge in maniera più celere. Il regista compone un road movie con una trama da spy story da golden-age del cinema americano, aggiornato alla sua visione sui personaggi in relazione col paesaggio.



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