BLUE VELVET

Velluto Blu è uno dei capolavori di David Lynch. Forse per molti il suo film migliore. Un film che parla di amore e morte come pochi altri e perfetto nella sua costruzione. Nel corso degli anni David Lynch ha sempre osato, spinto sull’acceleratore, senza mai fermarsi, ed ecco Velluto Blu è forse il suo film più classico. Prima del Road Movie Wild at Heart e dei Segreti di Twin Peaks, ancor prima di iniziare una ricerca sempre più spinta sulle Strade perdute dell’inconscio e del doppelganger di Mulholland Drive, e prima di farci entrare nell’impero della mente con INLAND EMPIRE, ecco che Lynch ci regala questo affresco circolare che affonda nel Noir.
Ed ecco che per il bisogno di trovare l’amore attraverso la morte, il giovane Jeffrey cerca di risolvere l’enigma a partire da un orecchio trovato in un campo della cittadina di Lumberton, North Carolina. Una città che ci riporta alla memoria la provincia dei quadri di Edward Hopper.
Ma prima di scontrarsi nell’orecchio mozzato Lynch ci presenta la classica provincia americana del technicolor, bambini che attraversano la strada e il camion dei pompieri. Tutta questa perfezione viene spezzata fin dall’inizio con l’ictus che coglie suo padre mentre sta innaffiando il prato. Anche in quel momento tragico l’ironia di Lynch si manifesta concentrandosi sul cagnetto che si abbevera alla fonte come fosse un quadro di Norman Rockwell.

Così dicevamo dopo questo primo tuffo, l’incidente del padre, Jeffrey ritornando verso casa dallo stesso campo per cui era passato in precedenza nota un orecchio mozzato, lo infila in un sacchettino di carta e si rivolge al capo della polizia. Ma il suo bisogno di conoscenza di Jeffrey non è colmato, decide d’indagare sul caso e grazie a Sandy, (Laura Dern) all’aiuto della figlia del capo della polizia, a cui ha consegnato l’orecchio si addentrerà in un incubo che ribalterà completamente l’immagine da cartolina, da Peyton Place presentata all’inizio. Così senza rivelarvi altro perché il film è tutto da vedere e da godere: Jeffrey scoprirà una storia di ricatti e sadomasochismo tra Dorothy Vallens, interpretata da Isabella Rossellini dalla voce estatica e il pazzo criminale Frank Booth, un Dennis Hopper mai così folle e cattivo. Nel finale Lynch condensa il suo film in una frase: ”Sono arrivati i pettirossi…” I pettirossi tanto amati da Sandy, citati come simbolo dell’amore e sul finale appunto una delle zie si e ci domanda: ”Non capisco come facciamo a nutrirsi d’insetti!”

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