jarmusch

Nel suo ultimo film Jim Jarmusch ci racconta la storia di un uomo (Isaach De Bankolé) che affronta un viaggio in una Spagna sempre più rurale, per compiere una missione. Ma ciò che è interessante e inusuale rispetto al cinema mainstream, d’altra parte è la norma per Jarmusch non essere convenzionale, è una trama molto esile, apparentemente priva di un senso che potrebbe far pensare ad un cortometraggio stirato ad un paio d’ore. In realtà il senso del film è proprio quello, una storia semplice solo nelle apparenze, come la missione affidata al protagonista, un sicario il cui lavoro è semplice solo se si è dei veri professionisti e si seguono diligentemente le regole. E da questo punto di vista la trama ricorda vagamente Ghost Dog. E così il protagonista dallo sguardo impassibile e impenetrabile come un Clint Eastwood africano, ogni mattina esegue i suoi esercizi, ad ogni appuntamento ordina due tazzine di espresso per rendersi riconoscibile agli occhi di chi lo dovrà contattare che con ironia ogni volta gli chiede se conosca lo spagnolo, scambiandosi scatolette colorate di fiammiferi contenenti le coordinate del successivo incontro. Note che l’uomo fa subito sparire inghiottendole. Nei suoi incontri ritroviamo Luis Tosar, John Hurt, Tilda Swinton che cita “La signora di Shangai” di Orson Welles e Gael Garcìa Bernal. Mentre la seducente Paz de la Huerta si presenta nuda nell’hotel in cui alberga il sicario che rifiuta la sua offerta di fare sesso, mai mentre lavora.

Continue reading ‘THE LIMITS OF CONTROL’


wenders

“L’atto di vedere” di Wim Wenders è una raccolta di scritti ed interviste in cui l’autore parla del suo lavoro e della visione del cinema attraverso il racconto di aneddoti o considerazioni legate alle sue opere come Fino alla fine del mondo, Paris Texas, Lo stato delle cose. Interessante libro edito da Ubulibri ormai introvabile perché fuori catalogo (è del 1991) ma potrete reperirlo nelle biblioteche con facilità. L’unico aspetto del libro che ora appare molto distante è una percezione da parte di Wenders del video come non cinema, cosa oggi non accettabile perché il termine film oggi definisce opere girate in digitale a partire da Festen, i film mumblecore e il passaggio al digitale nel cinema mainstream.

Continue reading ‘THE ACT OF SEEING’


NU

03Mag09

nu

Nu è il secondo cortometraggio di Simon Staho, regista danese prodotto dalla Zentropa di Lars Von Trier. Il corto girato nel 2003 anticipa un tema che verrà poi sviluppato nel 2007 dallo stesso regista in Daisy Diamond. Lo stile di Staho è molto algido e lirico e nei ventotto minuti che compongono l’opera condensa amore e morte quasi senza dialoghi, solo qualche lamento di un vecchio prima di morire e il pianto di un bambino.

Continue reading ‘NU’


cheese

Scritto e diretto e interpretato da Jeff Garlin (autore della serie tv Curb your Enthusiasm), I Want To Eat Cheese With racconta la vita di James, grasso attore specializzato nell’improvvisazione che passa le sue sere cibandosi di junk food per compensare la sua disperata mancanza di una vita affettiva. Oltre all’amore che non gli bussa alla porta anche il lavoro sembra remargli contro, infatti non vogliono ammetterlo all’audizione del remake di Marty, vita di un timido, film che adora e per cui sarebbe perfetto, e da cui il film stesso sembra ispirarsi. James incontra Beth, (interpretata dalla sexy e divertente Sarah Silverman), una bella ragazza che sembra essere interessata a lui che però essere interessata solo a scoprire com’è fare sesso con un ragazzo grasso.

Continue reading ‘I WANT SOMEONE TO EAT CHEESE WITH’


BLUE VELVET

24Apr09

bluevelvet

Velluto Blu è uno dei capolavori di David Lynch. Forse per molti il suo film migliore. Un film che parla di amore e morte come pochi altri e perfetto nella sua costruzione. Nel corso degli anni David Lynch ha sempre osato, spinto sull’acceleratore, senza mai fermarsi, ed ecco Velluto Blu è forse il suo film più classico. Prima del Road Movie Wild at Heart e dei Segreti di Twin Peaks, ancor prima di iniziare una ricerca sempre più spinta sulle Strade perdute dell’inconscio e del doppelganger di  Mulholland Drive, e prima di farci entrare nell’impero della mente con INLAND EMPIRE, ecco che Lynch ci regala questo affresco circolare che affonda nel Noir.

Continue reading ‘BLUE VELVET’